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L'arrivo del prossimo anno accademico, per tantissime ragazze e ragazzi, segna l'inizio di un'avventura, con la famiglia al proprio fianco a dare sostegno morale e finanziario: obiettivo una laurea per entrare nel mondo del lavoro.
In questo percorso, accanto ai giovani, c'è l'Ersu, ente regionale per il diritto allo studio universitario, il cui compito è sostenere i meritevoli e privi di mezzi. A stabilire i parametri per avere il diritto ad assistenza e benefici un decreto della Presidenza del Consiglio. Borse di studio, posti letto, mense universitarie, servizi culturali: su questi quattro assi ruota l'azione dell'Ersu. Si tende la mano anche a chi è “border line” attraverso misure come le borse lavoro. In ogni caso, i servizi di ristorazione e quelli culturali sono fruibili da tutta la platea degli universitari.
Solo per citare un dato, l'Ersu di Palermo somministra quasi un milione di pasti l'anno. Si lavora anche nella direzione dell'internazionalizzazione degli studi con attività di collaborazione con università straniere, per spingere gli studenti verso una crescita culturale e una visione delle cose che non conosca frontiere.
Bisogna però sapere che quest'autunno i giovani potrebbero essere chiamati a difendere questo pezzo di welfare destinato a subire l'attacco di chi lo giudica poco compatibile con il "necessario rigore" in materia di spesa pubblica: a Roma, si parla di cambiare il sistema di finanziamento del diritto allo studio anche con l'introduzione di parametri più rigidi per la concessione dei benefici; in Sicilia, il bilancio regionale esangue potrebbe indurre a sostanziosi tagli; le due misure, insieme, avrebbero un effetto devastante sulla garanzia del diritto allo studio.
Un film già visto quest'estate in Portogallo e Spagna dove analoghe misure hanno generato il movimento degli Indignados. Già quest'anno nel bilancio regionale 2011 erano stati annunciati tagli del 40% per i bilanci degli Ersu; ma grazie all'intervento del presidente Antonino Bono che ha lanciato l'allarme sui media e della componente studentesca si è riusciti a evitare il peggio, almeno per il momento.
Dario Matranga |